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Quelle finestre dell’anima

5 aprile 2014

Si è inaugurata nei giorni scorsi presso Palazzo Trentini a Trento, alla presenza del Presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento Bruno Dorigatti, del sindaco di Trento Alessandro Andreatta e del senatore Panizza, la mostra "Gino Castelli-Mastro 7: Finestre dell'anima".
La mostra apriva l'anno espositivo della prestigiosa sede che si conferma come luogo privilegiato per la riflessione artistica provinciale.
La presentazione è stata fatta dal giornalista Franco de Battaglia, dal decano del Capitolo del Duomo Mons. Lodovico Maule e da Micaela Vettori, esperta di innovazione e relazioni con il territorio presso l'Istituto di Ricerca Fondazione Bruno Kessler di Trento.
In mostra sono esposte oltre sessanta opere del pittore di Trento Gino Castelli, tra cui 50 cartoon porn pics oli, assieme a chine e pastelli in dialogo con una quindicina di opere in rame a fuoco soffiato dello scultore-orafo Settimo Tamanini, artista Mastro7. Curatori Massimo Parolini e Sabina Castelli.
Le opere bareback gay porn di Castelli coprono un periodo di produzione artistica che va da metà anni '60 ai giorni nostri. Come ha scritto Maurizia Tazartes (critica di levatura nazionale con all'attivo svariate monografie su autori come Vermeer, Rembrandt, Pontormo, Dosso Dossi) nella sua introduzione al catalogo "Gino Castelli si accosta alla pittura a trentasei anni, nel 1965, con un'esperienza di cartografo. Formazione che influisce sulla minuzia dei disegni e pastelli e si intreccia, per contrasto, con i volumi delle pitture".
Ed ecco il respiro dei boschi trentini, il rumore del vento e dei ruscelli, i panni al sole, le donne, tutte con grandi occhi chiari. Sullo sfondo delle figure si affacciano i "casoni" visti da bambino.
Le chine degli anni Settanta - Ottanta rappresentano ancora paesaggi, con solide case bianche immerse in una natura arabescata e ondulata, in cui alberi, colline, montagne si trasformano in attraenti tele di ragno".
Per la critica "Gli eleganti grovigli, creati dalla natura, ricordano le preziosità del celebrity porn Tardogotico e le pagine miniate dei Libri d'Ore".
"L'iconografia si amplia, nei dipinti di fronte ai paesaggi compaiono volti stralunati o pensosi, curiosi e inquietanti Pierrots. Sotto quelle intriganti figure si dipana l'autobiografia di Gino, perché quel Pierrot è sempre lui e quella Gioconda dagli occhi chiari è sempre la moglie, la sua Hardcore Porn modella".
Poi, negli anni Novanta, la scoperta definitiva di Venezia. Ogni angolo della città viene esplorato in lunghi soggiorni rigeneranti da parte del pittore, mobile porn sites che osserva cose che spesso agli altri sfuggono".
Mastro7, invece, presenta alcuni dei suoi "Alberi delle Grandi Madri" (il castagno, il melo, la vite, il melograno, il fico), le opere della serie "Frammenti di Icone" e "Gocce di Fuoco", del periodo celebrity porn 2000-2013.
In lui si è realizzata una rivoluzione hot gay sex copernicana: dal microcosmo del gioiello, alle possenti vertigini della scultura. L'albero, scultura vivente, nostro progenitore in profonda armonia con l'universo, è la fonte a cui ha attinto ispirazione. La scultura, nodo inesplicabile, grande enigma del rapporto tra materia e spirito, ha fatto riemergere, con prepotenza, le forme primordiali che giacciono addormentate nel profondo del midollo delle sue ossa.
Il fuoco, creatore della fiamma, celeb news muta la materia che diviene duttile, prende forme a lei sconosciute e le trattiene ad imperitura memoria.
Registr naked celebrities a dentro le pieghe, nelle sue scabrosità, nei sottosquadra, campiture battute a fuoco, che sprigionano indescrivibili colorazioni.

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